Rimuovere i file “.svn”

Mettiti all’inizio della directory da ripulire e scrivi

find . -depth -type d -name .svn -exec rm -Rf {}
\;

Lavorando con programmi Python torna utile
sapere come liberarsi anche dei *.pyc1, scrivi dunque

find . -depth -type f -name *.pyc -exec rm {}
\;

Se si scambiano spesso file con sistemi Windows,
meglio togliere i “Carriage Return” …

dos2unix
file.txt

View the octal dump of a file

View the octal dump of a file

od -vt x1 /tmp/spaghettifile

Kills and recreates SSH keys

rm -rf .ssh

mkdir .ssh

cd .ssh

ssh-keygen -t rsa

cat id_rsa.pub

Watching Command

If you need to keep an eye on a command whose output is changing, use the watch command. For example, to keep an eye on your load average

watch 'cat /proc/loadavg'

To highlight the difference between screen updates

watch -d 'ls -l'

Start a terminal with three open tabs

If you launch gnome-terminal manually, you can start with three open tabs

gnome-terminal --tab --tab --tab

Clone ide hard disk

This command clone the first partition of the primary master IDE drive to the second partition of the primary slave IDE drive (!!! back up all data before trying anything like this !!!)

sudo dd if=/dev/hda1 of=/dev/hdb2

Ubuntu One Music Store dietro l’angolo

L’Ubuntu One Music Store è quasi pronto per il suo debutto: in soli pochi mesi dalla decisione di dare l’avvio al progetto all’UDS (https://wiki.ubuntu.com/UDS-L ) di Dallas di novembre, il negozio on-line di Ubuntu dedicato alla musica da acquistare e condividere, è diventato realtà. Siamo ancora al primo passo; infatti, anche se è
previsto di inserirlo già da subito nel prossimo rilascio stabile di Ubuntu, il progetto è destinato ad evolversi nel tempo, secondo le esigenze degli utilizzatori. Per molti utilizzatori di Ubuntu, la possibilità di accedere a un music-store dedicato, rappresenta un’attrattiva significativa. Al momento, il negozio è messo duramente
in prova dai test in cui è sottoposto con la collaborazione di un piccolo gruppo di utenti, ma non appena verranno risolti i primi bug, si sarà testato da un gruppo più ampio. Per noi tutti non resta che attendere fiduciosi la prossima uscita prevista per il 29 aprile, dove verrà data anche a noi tutti l’occasione di provarlo.

dalla La newsletter italiana di Ubuntu pubblicata da Salvatore Palma

Giochiamo con il comando “alias”

Giochiamo oggi con gli alias nel file di configurazione .bash_profile che si trova nella vostra home.

Editando tale file, basterà mettere alla fine di esso queste righe

alias ..="cd .."
alias ..2="cd ../.."
alias ..3="cd ../../.."
alias ..4="cd ../../../.."
alias ..5="cd ../../../../.."

e alla fine effettuare una nuova autenticazione.
Il risultato permetterà di “risalire” i livelli con dei semplici richiami, del tipo

..4

per risalire di 4 livelli verso l’alto dell’albero delle directory.

Barbatrucco con “cd”

Ipotizziamo che per lavoro sia necessario spostarsi frequentemente tra due directory del server. A me capita con le installazioni di Zope.

Ci viene in aiuto il comando

cd -

ecco come usarlo. Dapprima si “accede” alla directory uno, ad esempio scriviamo

cd /opt/Zope/instance/bin

e successivamente scriviamo

cd /opt/Zope/instance/etc

se adesso impartiamo il comando

cd -

torneremo alla directory “uno”, cioé ../bin mentre se riscriviamo

cd -

ci spostiamo nella directory “due” ossia ../etc (entrambe sotto /opt/Zope/instance).

Buon divertimento…

Usare “CDPATH” per definire la directory di base del comando “cd”

Se vi spostate frequentemente in una directory potete settare la variabile CDPATH in modo che il comando “cd” punti direttamente a questa e non alla directory “home” che di solito è il default.

Chi lavora ad esempio come amministratore di sistema troverà comodo puntare subito alla directory più “usata”, cioé /etc, mentre chi amministra un server ORACLE potrebbe trovare comodo il puntamento alla $ORACLE_HOME e così via.