Attivare un servizio di replica di un server LDAP

Dati due server:
- il server principale (MASTER) con indirizzo ip 192.168.1.10
- il server di backup (SLAVE) con indirizzo ip 192.168.1.20
per potere duplicare l’albero LDAP dal server MASTER al server SLAVE occorre configurare adeguatamente il file slapd.conf

-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+–+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-
slapd.conf – MASTER (192.168.1.10)

….
….
# Replica del database
overlay syncprov
….
….
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+–+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-

-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+–+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-
slapd.conf – SLAVE (192.168.1.20)

….
….
rootdn “cn=admin,dc=intranet,dc=server,dc=it”

syncrepl rid=001
provider=ldap://192.168.1.10
tls_reqcert=allow
type=refreshAndPersist
retry=”60 +”
searchbase=”dc=intranet,dc=server,dc=it”
filter=”(objectClass=*)”
scope=sub
attrs=”*”
schemachecking=off
bindmethod=simple
binddn=”cn=admin,dc=intranet,dc=server,dc=it”
credentials=password_ldap
….
….
-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+–+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-+-

Convertire valore da formato Unix (Unix time) con Excel

Nei sistemi operativi Unix e Unix-like il tempo viene rappresentato come offset in secondi rispetto alla mezzanotte (UTC) del 1º gennaio 1970 (detta epoca).
Ad esempio, il 9 Settembre 2001 alle ore 03:46:40 CET il valore di tale offset era pari ad un miliardo, indicando appunto che in quell’istante erano trascorsi un miliardo di secondi rispetto all’epoca.
Per rappresentare tale offset viene usato il tipo time_t.
Questo tipo di rappresentazione, oltre che ad essere compatta, è indipendente dai fusi orari, ed è quindi direttamente confrontabile anche tra calcolatori situati a grandi distanze geografiche tra loro, ed evita di dover effettuare aggiustamenti nel caso ad esempio di dati trasmessi da un fuso orario all’altro.
Lo svantaggio è che per averne una rappresentazione sotto forma di data e ora locali è necessario effettuare una conversione; il sistema operativo offre allo scopo delle funzioni che consentono di effettuarle in entrambe le direzioni.
Ecco una formula “veloce veloce” per convertire una data dal formato Unix (Unix time) a data “normale” con Excel

=CELL/86400+25569

Nascondere la versione di Bind

Sotto:

options
{


version “Non ti interessa …”;

};

Mettere in sicurezza un server Linux

“Alzare” un server linux oggi è una operarazione tutto sommato alla portata dei più.
Metterlo in sicurezza sicuramente risulta più complesso.
Per agevolare i niubbi (e, per certi versi, i “dopolavoristi” come dice l’amico 0disse0) pubblico qualche info per evitare di essere “bucati” dopo poco tempo.
P.s.: per scoprire le vulnerabilità del proprio server si consiglia di utilizzare Nessus …

httpd.conf (Apache/WWW)
TraceEnable off
This directive overrides the behavior of TRACE for both the core server and mod_proxy. The default TraceEnable on permits TRACE requests per RFC 2616, which disallows any request body to accompany the request. TraceEnable off causes the core server and mod_proxy to return a 405 (Method not allowed) error to the client.
Finally, for testing and diagnostic purposes only, request bodies may be allowed using the non-compliant TraceEnable extended directive. The core (as an origin server) will restrict the request body to 64k (plus 8k for chunk headers if Transfer-Encoding: chunked is used). The core will reflect the full headers and all chunk headers with the response body. As a proxy server, the request body is not restricted to 64k.
ServerTokens
This directive controls whether Server response header field which is sent back to clients includes a description of the generic OS-type of the server as well as information about compiled-in modules.
Si consiglia di commentare il parametro “ServerTokens” in questo modo:
#ServerTokens OS
e di settare da :
ServerSignature Off
a
ServerSignature On
il parametro “ServerSignature

RPC (Remote procedure control)
RPC, acronimo di Remote Procedure Call, è un meccanismo generale per la gestione di applicazioni client/server. Il sistema si basa su un demone, il portmapper, e un file che elenca i servizi disponibili associati al demone relativo. Il portmapper è un classico esempio di un programma che gestisce un servizio di rete in modo autonomo, cioè senza essere controllato da inetd
Si consiglia di stoppare il servizio (service portmap stop) e di non attivare il servizio all’avvio del server …

SSLv2 vs. SSLv3
Editare il file /etc/httpd/conf.d/ssl.conf e modificare:

da
SSLProtocol all -SSLv2
a
SSLProtocol -ALL +SSLv3 +TLSv1

da
SSLCipherSuite ALL:!ADH:!EXPORT:!SSLv2:RC4+RSA:+HIGH:+MEDIUM:+LOW
a
SSLCipherSuite ALL:!aNULL:!ADH:!eNULL:!LOW:!EXP:RC4+RSA:+HIGH:+MEDIUM

Fare ripartire i servizi che si appoggiano a SSL (Dovecot, Apache ed eventualmente Postfix)
Per testare la funzionalità di SSLv3:

openssl s_client -ssl3 -connect localhost:443
openssl s_client -tls1 -connect localhost:443

Per controllare se il protocollo SSLv2 è stato correttamente disattivato digitare:

openssl s_client -ssl2 -connect localhost:443

Se correttamente disattivato dovrebbe comparire:

CONNECTED(00000003)
29102:error:1407F0E5:SSL routines:SSL2_WRITE:ssl handshake failure:s2_pkt.c:428:

/etc/squid.conf (Squid/Proxy server)
Disabilitare il protocollo gopher
#acl Safe_ports port 70 # gopher

/etc/postfix/main.conf (Postfix/SMTP)
Abilitare i protocolli SSLv3 e TLSv1 (sono se si usa autenticazione)

smtp_tls_mandatory_protocols = !SSLv3, !TLSv1

Schedulare i backup su Windows

OK, purtroppo capita che per lavoro si debba anche maneggiare Windows. Il disagio è minore se si utilizza software Open Source possibilmente di “buona fattura” come PostgreSQL.

La domanda è la solita: “come faccio i backup?”, nel caso specifico si parla di backup da schedulare su katramzozz server duemiglia3 o affini ambienti ad alto tasso batterico.

Accendete un cero a Sant’Espedito, come segno di devozione per ringraziarlo di avervi fatto trovare questa pagina web (e accendetene un altro come penitenza per non essere ancora passati a Linux…) e procedete come segue.

Il backup su PostgreSQL viene effettuato come su Linux, grazie al comando pg_dump. Do per scontato che se vi pagano perché vi credono “sistemisti”, sappiate leggere due parole di inglese tecnico, quindi ogni ulteriore approfondimento lo trovate sul reference on line (avviabile anche da Windows, aprendo una finestra comandi e scrivendo pg_dump -?).

Un esempio di comando che tipicamente effettua il backup è questo:

pg_dump -h localhost -U nomeutente -Fc -x -f backup.del.giorno.x

dove nomeutente è il nome dell’utente che ha i privilegi di accesso al database da sottoporre a backup e backup.del.giorno.x è il nome del file che verrà prodotto.

Questo comando suppone che voi siate dinnanzi al computer perché vi chiederà di immettere la password dell’utente specificato nell’argomento -U.

Ma quando vorrete creare una procedura automatizzata per far sembrare Windows “figo” come Linux, come si fa?

Per prima cosa dobbiamo gestire l’immissione della password. Ci sono due modi. Il primo richiede che la password relativa all’utente sia memorizzata nel file pgpass.conf che si trova, di solito in:

C:\Documents and Settings\NomeUtente\Dati applicazioni\postgresql

Se il file non esistesse, createlo manualmente, seguendo lo schema appena descritto.

Dentro al file scrivete

nomecomputer:porta:nomedatabase:nomeutente:password

L’altro metodo è quello di inserire nello script di batch, la variabile set PGPASSWORD=panelle dove “panelle” è l’ipotetica password che vogliamo usare.

Adesso quello che rimane da fare è creare lo script batch, che esegua i backup contrassegnandoli con la data.

Ecco un esempio:

for /f "tokens=1,2,3,4 delims=/ " %%a in ('DATE /T') do set Date=%%c%%b%%a
pg_dump -h localhost -U nome_utente -Fc -x -c -f dovetengoibackup\%Date%.backup nome_database

  • nomeutente, sappiamo cosa significa
  • dovetengoibackup è il percorso della directory dove collocherete i backup (del tipo c:\copiedisicurezza)
  • nome_database è il nome del database da copiare

Mi fermo qui, ho già sforato il tempo massimo che in un anno posso dedicare alla risoluzione (gratuita) di problemi per Windows… ma penso che, ECDL o non ECDL, saprete come “gestire” la schedulazione di un batch su Windows… quindi non avrete altro da fare che sottoporre a scheduler questo script e tanti saluti.

DNS pubblico di Google

Se siete stanchi di essere filtrati dal vostro Internet Provider “economico, di massa, che si occupa di cellulari e anche di telefonia fissa… e che potendo venderebbe anche panini con la milza all’angolo, perché tanto sempre di business si tratta…”

Vi consiglio di passare a MC-Link, Internet Provider dal 1986.

Nell’attesa di transitare a MC-Link, potete sfruttare il sistema DNS di Google, ecco gli indirizzi:

8.8.8.8

8.8.4.4

Li ho trovati molto più veloci ed efficienti di OpenDNS e ovviamente di quelli dei vari Wind, Infostrada, Tiscali e compagnia bella…

Messaggi vocali di TrixBox in italiano

Cercando informazioni su internet ho trovato questa ottima guida che spiega come trasformare i messaggi vocali di TrixBox in lingua italiana.
Questo il link: http://www.icelab.eu/blog/trixbox-e-asterisk-5/messaggi-di-trixbox-in-italiano-99.htm
Desideravo ricordare che è possibile scaricare le voci in italiano dal link: http://mirror.tomato.it/ftp/pub/asterisk/suoni_ita/

Configurazione delle rotte in entrata su TrixBox se si hanno più numeri di telefono voip

Occorre innanzitutto fare un distinguo:
a) se si ha solo un numero di telefono voip esterno oppure se si hanno due o più numeri di telefono e non si vuole indirizzarli in modo definito verso numeri interni
b) se si hanno due o più numeri di telefono voip esterni e si vuole indirizzare detti numeri verso interni o gruppi di interni (“Ring group”) specifici

Nel caso a) basta:
- selezionare le “inbound routes”
- lasciare vuote sia il campo “DID number” che il campo “Caller ID Number”
- selezionare nella parte inferiore della pagina il numero di telefono precedentemente configurato, il “Ring group” o la casella vocale

Nel caso b)occorre, invece:
- modificare il file extensions_custom.conf (posto sotto /etc/asterisk) ed aggiungere alla fine del file:
-+-+-+-+-+-+-+-+-
[custom-get-did-from-sip]
exten => _.,1,Noop(Fixing DID using information from SIP TO header)
exten => _.,n,Set(pseudodid=${SIP_HEADER(To)})
exten => _.,n,Set(pseudodid=${CUT(pseudodid,@,1)})
exten => _.,n,Set(pseudodid=${CUT(pseudodid,:,2)})
exten => _.,n,Goto(from-trunk,${pseudodid},1)
-+-+-+-+-+-+-+-+-
- modificare i trunk precedentemente creati da:
context=from-sip-external
a
context=custom-get-did-from-sip
- creare delle specifiche rotte in entrata (“Inbound routes”) specificando nel campo “DID” in numero assegnato dal gestore voip.

Configurazione di Eutelia su FreePBX

Eutelia S.p.A. è un operatore telefonico di Arezzo con reti proprie che si pone sul mercato italiano come il 15º operatore di telecomunicazioni, per infrastrutture e servizi.
Mette a disposizione numeri voip inglesi, italiani e rumeni.
Questo è il “kit” per configurare numeri telefonici voip di Eutelia sotto TrixBox:

Selezionare a sinistra la voce “Trunks” ed impostare nel frame di destra i seguenti parametri:

——————————————————————————————————————————————

Outbound Caller ID: (numero di telefono voip assegnato da Eutelia)

Outgoing Settings
Trunk name: (numero di telefono voip assegnato da Eutelia)

PEER Details
All’interno del box inserire …

fromdomain=voip.eutelia.it
fromuser=(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)
host=voip.eutelia.it
insecure=port,invite
nat=yes
qualify=yes
realm=voip.eutelia.it
secret=(password assegnata da Eutelia)
srvlookup=yes
type=friend
username=(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)
dtmfmode=inband
allow=ulaw&alaw&gsm&g723&g729h261&h263&h263p
canreinvite=no

Incoming Settings
USER context: (numero di telefono voip assegnato da Eutelia)

All’interno del box inserire …

context=from-sip-external
fromuser=(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)
host=voip.eutelia.it
insecure=port,invite
secret=(password assegnata da Eutelia)
type=friend
user=(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)
username=(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)
allow=ulaw&alaw&gsm&g723&g729h261&h263&h263p
nat=yes
qualify=yes

Registration
Register String:
(numero di telefono voip assegnato da Eutelia):(password assegnata da Eutelia)@voip.eutelia.it:5060/(numero di telefono voip assegnato da Eutelia)

Sincronizzare l’orologio di sistema

Il Network Time Protocol, in sigla NTP, è un protocollo per sincronizzare gli orologi dei computer all’interno di una rete a commutazione di pacchetto, quindi con tempi di latenza variabili ed inaffidabili.

L’NTP è un protocollo client-server appartenente al livello applicativo. Per sincronizzare manualmente l’orologio di sistema con quello di un server, da console, in modalità root, si dia il comando

ntpdate ntp1.ien.it

oppure

ntpdate ntp.ubuntu.com pool.ntp.org

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